Lunedì 23 febbraio sono stati firmati i contratti collettivi nazionali di lavoro per le funzioni
locali per il triennio 2022/2024, sia quello del personale del comparto che quello, dell’area,
contratto che ricordiamo riguarda i dirigenti, nonché i segretari ed i dirigenti non medici
della sanità. Per come espressamente previsto da una dichiarazione congiunta allegata al
primo contratto, dovranno subito essere avviate le trattative per il rinnovo contrattuale
2025/2027, con l’impegno di stipulare entro l’anno, quanto meno per la parte economica, i
CCNL delle funzioni locali, così da recuperare buona parte dei ritardi che si sono
accumulati e da consentire di dare corso agli incrementi previsti del trattamento
economico. Questo impegno, unitamente allo stanziamento aggiuntivo, rispetto al tetto di
aumenti per il 5,4% previsti dalla legge di bilancio 2025 come costo per il rinnovo di tutti i
CCNL dei dipendenti e dei dirigenti delle PA per il triennio 2025/2017, di 50 milioni di euro
per il 2027 e di 100 milioni di euro a partire dal 2028, in favore dei comuni per
miglioramenti del trattamento economico del personale dipendente sono la chiave di volta
che ha consentito la firma del CCNL. Sulla base di questi argomenti, uniti alla
considerazione che la mancata firma del contratto avrebbe danneggiato i dipendenti, la Uil
ha lasciato sola la Cgil a dire di no alla stipula del contratto. Ostilità che è spiegata, a parte
i possibili motivi di opposizione al Governo, dal giudizio che gli aumenti effettivi previsti dal
contratto del triennio 2022/2024 sono assai magri, soprattutto alla luce della
considerazione che assorbono la indennità di vacanza contrattuale erogata