Necessità di raccordare più strettamente tutte le sezioni del Piano Integrato di Attività e di
Organizzazione e di assumere la loro omogeneizzazione sulla base delle scelte che l’ente
ha adottato come Valore Pubblico. Può essere così sintetizzata la logica ispiratrice del
decreto del Ministro per la Pubblica Amministrazione 30 ottobre 2025 contenente le Linee
Guida per la redazione del PIAO ed i Manuali Operativi. Si deve ricordare che su questi
documenti è stato acquisito il parere della Conferenza Unificata tra Stato, Città ed
Autonomie Locali in data 23 giugno e che già il decreto del 2022 contenente il
Regolamento per la definizione del contenuto del PIAO ne prevede la emanazione. Essi
non hanno una natura vincolante per le regioni e gli enti locali, ma costituiscono comunque
un punto di riferimento di cui tenere necessariamente conto.
Le Linee Guida nascono dalla constatazione che non sempre la qualità dei PIAO, in
particolare con riferimento alla assegnazione degli obiettivi, è coerente con le finalità
dettate dal legislatore e che, di conseguenza, un salto di qualità nel suo contenuto è
quanto mai utile e necessario. Ovviamente non si può mancare di segnalare che sono stati
nel corso di questi anni più volte manifestati dubbi e perplessità sulla effettiva utilità del
PIAO e sul rischio, negli enti locali, della sua sovrapposizione con il DUP.