Ci viene detto dall’Anac nel PNA 2025 che, nell’analisi del contesto interno,
organizzazione, “ove si siano verificati fatti corruttivi interni, o svolti procedimenti
disciplinari e ricevute segnalazioni, l’Amministrazione o Ente potrà darne conto fornendo
dati utili – sempre nel rispetto della tutela dei dati personali – per stimare l’esposizione al
rischio e per prevedere, nella successiva fase di gestione del rischio, le adeguate misure
preventive rispetto alle violazioni emerse”.
Altra indicazione è la seguente: “è necessario che le amministrazioni in base alla propria
realtà ordinaria e specifica considerino tutti i processi di particolare rilievo, tenendo conto
anche delle aree generali a maggior rischio individuate dal legislatore (art. 1, co.16, l. n.
190/2012; art. 6, d.l n. 80/2021 e art. 6, DM n. 132/2022) nonché quelli relativi agli obiettivi
di VP e di performance… Tenuto conto dell’esigenza di semplificazione e al fine di evitare
una moltiplicazione delle mappature dei processi, considerato che la mappatura è
funzionale anche ad altre attività di programmazione previste nel PIAO (ad es. risorse
umane e finanziarie), è utile predisporre una mappatura unica e integrata. Partendo da
suddetta mappatura unica, occorre per ogni processo procedere all’identificazione, analisi-
valutazione del rischio corruttivo, alla definizione delle misure e alla programmazione del
monitoraggio”.
Ci viene inoltre raccomandato che “è opportuno che l’Amministrazione/Ente definisca, in
relazione alla periodicità dell’aggiornamento fissato dalle norme, i termini entro i quali
prevedere l’effettiva pubblicazione di ciascun dato, nonché le modalità stabilite per la
vigilanza ed il monitoraggio sull’attuazione degli obblighi e appositi indicatori per verificare
il raggiungimento degli obiettivi di VP. Si ritiene utile, inoltre, indicare i casi in cui non è
possibile pubblicare i dati previsti dalla normativa in quanto non pertinenti rispetto alle
caratteristiche organizzative o funzionali dell’ente”.
Inoltre, “si suggerisce di definire una mappatura degli stakeholder ovvero tutti coloro che
sono interessati all’attività e agli obiettivi dell’Amministrazione/Ente, e/o che possono
condizionarne il raggiungimento. Tale mappatura potrà essere realizzata in modo graduale
partendo dall’individuazione di alcune macrocategorie per poi passare, a seconda dei casi,
in ragione della complessità relazionale, ad un maggiore livello di dettaglio. Identificati gli
stakeholder, interni ed esterni all’amministrazione, occorre stabilire quali coinvolgere, con
quali modalità e in quali fasi dell’attività di predisposizione del PIAO”.