Per la sentenza della sezione lavoro della Corte di Cassazione n. 18866/2025 le
amministrazioni devono adeguatamente motivare la scelta del dipendente cui conferire un
incarico di elevata qualificazione e la violazione di tale principio può dare luogo alla
condanna dell’ente al risarcimento danni per perdita di chance, il che deve essere
adeguatamente motivato assumendo come punto di riferimento la possibilità per i
candidati di partecipare con successo alla selezione.
Il principio di carattere generale è che “le delibere di attribuzione delle posizioni
organizzative vanno motivate”. Leggiamo inoltre che: l’ente, nel caso specifico oggetto del
contenzioso, “non aveva espresso le motivazioni poste a fondamento del conferimento
degli incarichi e nemmeno aveva dedotto che fosse stata condotta la comparazione dei
curricula dei candidati”. Siamo in presenza, quindi di un obbligo posto a carico delle
amministrazioni.
La pronuncia, infine “richiama il principio di diritto, consolidato nella giurisprudenza di
questa Corte, circa l’onere del lavoratore di allegare e provare gli elementi dai quali si
possa trarre per questi la possibilità di conseguire l’incarico ambito ove la valutazione
fosse stata condotta secondo regole e tanto al fine di dimostrare il danno da perdita di
chance”. Danno che, quindi, non sussiste in astratto, ma che deve essere concretamente
dimostrato da parte del dipendente.