IL CICLO DELLA PERFORMANCE

A partire dal d.lgs. n. 29/1993 il legislatore ed i contratti collettivi nazionali di lavoro hanno
introdotto nel nostro ordinamento in misura crescente i principi meritocratici nel
trattamento economico e nella valorizzazione tanto del personale dipendente quanto di
quello dirigente. Queste previsioni hanno un carattere vincolante per le amministrazioni
pubbliche, ovviamente inclusi gli enti locali.
Occorre dare corso, in primo luogo, alla definizione degli obiettivi. Essi devono tenere
conto della performance organizzativa e del Valore Pubblico e si devono strutturare in
indicazioni operative. Per Valore Pubblico si devono intendere le finalità dell’attività delle
amministrazioni pubbliche, con particolare riferimento ai risultati esterni che esse
producono, cioè agli effetti concreti che si determinano, nel caso dei comuni, sulla qualità
della vita dei cittadini. Per riprendere le Linee Guida del Ministro della Pubblica
Amministrazione per l’attuazione del Piano Integrato per le Attività e l’Organizzazione,
occorre rispondere alle seguenti domande: quale Valore Pubblico (benessere economico,
sociale, ambientale, sanitario, ecc.) e quale strategia potrebbe favorire la creazione di
Valore Pubblico (obiettivo strategico). Per performance organizzativa, sulla base delle previsioni dettate dal d.lgs. n. 150/2009 nel testo attualmente in vigore, si intende la somma dei seguenti fattori: l’attuazione di politiche e il conseguimento di obiettivi collegati ai bisogni e alle esigenze della collettività; l’attuazione di piani e programmi, ovvero la misurazione dell’effettivo grado di attuazione dei medesimi, nel rispetto delle fasi e dei tempi previsti, degli standard qualitativi e quantitativi definiti, del livello previsto di assorbimento delle risorse; la rilevazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle attività e dei servizi anche attraverso modalità interattive; la modernizzazione e il miglioramento qualitativo dell’organizzazione e delle competenze professionali e la capacità di attuazione di piani e programmi; lo sviluppo qualitativo e quantitativo delle relazioni con i cittadini, i soggetti interessati, gli utenti e i destinatari dei servizi, anche attraverso lo sviluppo di forme di partecipazione e collaborazione; l’efficienza nell’impiego delle risorse, con particolare riferimento al contenimento ed alla riduzione dei costi, nonché all’ottimizzazione dei tempi dei procedimenti amministrativi; la qualità e la quantità delle prestazioni e dei servizi erogati; il raggiungimento degli obiettivi di promozione delle pari opportunità.
Gli obiettivi operativi devono tradurre in concreto le scelte relative al valore pubblico da
perseguire e le previsioni dettate relativamente alla performance organizzativa, tenendo
conto in particolare della necessità -per come previsto dal Piano Integrato di Attività e di
Organizzazione- di dettare misure di semplificazione, di digitalizzazione, di piena
accessibilità e di sviluppo delle pari opportunità. Utilizzando cioè la logica del cd albero
delle performance, cioè adottando obiettivi operativi che sono direttamente ed
intimamente legati al valore pubblico che si vuole perseguire ed alla performance
organizzativa. Essi sono dettati dalle singole amministrazioni, tenendo conto di quelli
generali per tutte le PA che devono essere indicati dal Dipartimento della Funzioni
Pubblica.